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Come tutti o quasi sanno, i Celti non si servivano
della scrittura per fissare le idee, o gli avvenimenti perché tutto quello
che accadeva nella vita quotidiana si tramandava oralmente. Tuttavia, i
Druidi, gli antichi sacerdoti celti per eccellenza, utilizzavano un tipo
di caratteri "magici" volti non ad una banale narrazione o memorizzazione
dei fatti, ma votata verso operazioni sottili che richiamavano le forze
naturali agenti sulla psiche umana. Tali forze caricavano magneticamente
la persona potenziando e armonizzando le proprie qualità interiori:
qualità che il sacerdote sapeva ritrasmettere al proprio clan. Gli Ogham
sono stati considerati a torto un tipo di scrittura, se non addirittura
confusi con le Rune vichinghe. Al giorno d'oggi, purtroppo, c'è chi si
serve degli Ogham e specialmente delle Rune, unicamente a scopo ludico:
esempio lampante della decadenza umana verso una materializzazione sempre
più pesante e negativa. Il significato di questo, come d’altri alfabeti
antichi, è ben diverso e lungi dall'essere fonte di svago. È d'obbligo
cominciare da alcuni concetti basilari, importanti per capire l'approccio
che l'Uomo antico aveva con i fenomeni della Natura e di conseguenza il
perché della necessitià di tali caratteri. "L’Universo è espressione
dell’Intelligenza Una, è retto da Sette Funzioni primarie; sette Leggi
chiamate, dal mondo celtico Dei, Anime, che indicano con le loro storie
mitologiche, le vie attraverso le quali queste leggi agiscono nel mondo.
Sul Piano Spirutuale sono le virtù morali in senso
generico, che albergano tanto nell’Universo, come Forze Universali, quanto
nell’Uomo, come forze Individuali. Con gli Ogham si va ad operare su noi stessi, su tutto
il nostro Essere: Corpo, Mente e Spirito. Moltissimi tendono
sfortunatamente ad associare ai Celti l'invenzione delle Rune,
dimenticandosi che questo popolo aveva già un proprio antico alfabeto.
L'invenzione è da attribuirsi ad Ogma "faccia di sole", e la si può fare
risalire ai tempi della battaglia di Mag Tured, datata da fonti storiche
attendibili, attorno al 1871 a.C. La mitologia celtica ci parla, però,
anche di un'età anteriore, durante la quale una prima versione di questi
caratteri era già in uso. Tale età viene fatta risalire fino al 6.000
a.C., epoca delle "grandi invasioni" celtiche. L'alfabeto di base, è
costituito da 20 lettere suddivise in tre file di cinque consonanti e una
fila di cinque vocali, scritte da destra verso sinistra e dall'alto verso
il basso. Di queste, esistono
due versioni: una che parte da Nord (terra degli Avi) e giunge a Sud,
(l'origine della Luce); l'altra che parte da Est (la Primavera, la
rinascita) e giunge ad Ovest, (terra dell'Altromondo - il passaggio delle
Anime). Ogni singola lettera può rappresentare non solo gli Alberi, ma
anche gli Animali, i Minerali, gli Dei, i Colori, le Note Musicali, e
tutto quanto è parte integrante del Mondo "Sensibile". Per i rituali delle quattro
festività sacre, si "leggono" gli Ogham in modi differenti:
In Inverno, ad esempio, quando tutto tace, ci si serve
dei minerali, forze stabili, concrete; il loro effetto in questo momento è
al massimo della loro espressione, perché è forte il potere di
cristallizzazione che questi contengono. Rappresentano lo Spirito
dell'Inverno che acquisisce forza dal terreno. La linfa raggiunge le radici fino
agli strati più bassi del terreno, e in questo istante i minerali sono al
massimo della loro manifestazione cristallizzata.
In
Primavera, si assiste al risveglio della Natura, al canto degli uccelli,
all'equilibrio delle forze: il giorno e la notte si equivalgono. Gli
Alberi rappresentano un perfetto stato di equilibrio tra le forze
telluriche e quelle cosmiche. In
Estate le giornate si allungano fino a giungere al "Sole di mezzanotte",
fenomeno visibile nelle regioni Scandinave. In questo periodo dell'anno
tutto freme, la vita ha il sopravvento sull'oscurità e l'intero regno
animale e vegetale è in piena attività: gli Animali rappresentano al
meglio questo stato dell'Essere. In
Autunno si ritorna all'equilibrio di forze, ma le giornate cominciano ad
accorciarsi sempre più fino a quando l'oscurità prenderà nuovamente il
sopravvento. Il mondo degli Uomini entra in contatto con l'Altromondo: ci
si serve degli Ogham degli Dei, dei colori e delle note musicali.
È arduo affermare con assoluta certezza, che la
scrittura Ogham sia riferita esclusivamente agli Alberi; la Verità è
unica, ma le forme della sua manifestazione sono molteplici: tutti gli
elementi interagiscono fra loro: Piante, Animali, Minerali, Dei. Essi
rappresentano varie rappresentazioni dell'Essere che necessariamente fanno
parte del Creato e che quindi "ruotano" come ingranaggi di una stessa
macchina; agiscono su piani differenti, ma in modo continuo e regolare.
Uno dei simboli che meglio rappresenta questi mondi è il TRISKELL, simbolo
sacro (e non ornamentale) che ancora pochi conoscono: questo simbolo
corrisponde esattamente al piano palingenetico che l'Uomo deve realizzare
nella sua vita terrena. È un aiuto che ci proviene dal sottile, che ci
permette di concentrare le energie individuali e riequilibrarle con la
Natura. Come detto precedentemente, ad ogni lettera Ogham, corrisponde un
elemento, che opera ai vari livelli dell'Essere. Questa analogia non è
risultata dal caso, ma da una approfondita analisi delle caratteristiche
salienti di ciascun Elemento: ognuno di loro rappresenta in modo
sostanziale una parte di noi, un sentimento, uno stato d'animo che fanno
parte del nostro Inconscio. Le loro peculiarità sono ben distinte, perché
operano a livelli superiori: le Piante rappresentano l'equilibrio delle
Forze, gli Animali rappresentano la parte mobile, frenetica ed energetica
dell'Essere, e gli Dei rappresentano l'Astrale: Corpo - Anima - Spirito.
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